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Arezzo Telecomunicazioni
Totale di 186 news in 38 pagine
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"EUROPA FACILE", IL SERVIZIO CIVILE PRESSO EURODESK
Autore: Francesco Caremani - Categorie: Formazione, Giovani, Lavoro - 13/06/2006
Grande novità per quanto riguarda il Servizio Formazione professionale e Lavoro della Provincia di Arezzo, nello specifico per lo sportello Eurodesk attivo da anni presso Palazzo Barbolani. Il Servizio Civile Nazionale, infatti, ha approvato il progetto di bando “Europa facile” presentato da Eurodesk Italy. La selezione sarà effettuata da Eurodesk Italy in collaborazione con l’Associazione Novacomunicazione, http://www.nova-comunicazione.it/, cui dovranno essere indirizzate le candidature dei giovani aspiranti volontari. Lo sportello Eurodesk della Provincia di Arezzo mette a disposizione, previo bando, un posto da volontario di Servizio Civile. Chi può fare domanda di partecipazione? Possono partecipare alla selezione tutti i giovani, senza distinzione di sesso, che alla data di scadenza dei bandi siano in possesso dei seguenti requisiti: abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno d’età (27 anni e 364 giorni); siano in possesso della cittadinanza italiana; godano dei diritti civili e politici; non siano stati condannati con sentenza di primo grado per delitti non colposi commessi mediante violenza contro persone o per delitti riguardanti l’appartenenza a gruppi eversivi o di criminalità organizzata; siano in possesso di idoneità fisica, certificata dagli organi del Servizio Sanitario Nazionale (ASL competente o medico di famiglia su apposito modulario) con riferimento allo specifico settore d’impiego per cui intendono concorrere. L’idoneità fisica dovrà essere documentata dopo le selezioni, soltanto dai giovani risultati “idonei selezionati”. Potranno essere richiesti, da parte degli Enti promotori, ulteriori specifici requisiti connessi all’attuazione dei singoli progetti. Inoltre, potranno presentare domanda anche i ragazzi che hanno assolto l’obbligo di leva, nella forma del servizio armato o dell’obiezione di coscienza. La domanda di partecipazione indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto per conto di Eurodesk e cioè l’ASSOCIAZIONE NOVACOMUNICAZIONE – VIALE ORSINI, 90 – 64022 GIULIANOVA (TERAMO), deve pervenire allo stesso entro le ore 14 del 23 giugno 2006, ovviamente le domande pervenute oltre tale termine non saranno prese in considerazione. Per ulteriori informazioni rivolgersi al numero verde del Servizio Formazione professionale e Lavoro della Provincia di Arezzo 800 440 400, oppure orientamento.online@provincia.arezzo.it.

“IL FUTURO È IN MOVIMENTO”, LE LINEE GUIDA PER AFFRONTARE
LE SFIDE DELLA GLOBALIZZAZIONE DEL MERCATO DEL LAVORO
Autore: Francesco Caremani - Categorie: Formazione, Giovani, Lavoro - 16/12/2006
«Libero movimento di beni, capitali, persone e servizi, quindi del lavoro» è con queste parole che Pavel Bouda, membro del gabinetto del commissario europeo Vladimir Spidla e Responsabile per l’anno europeo della mobilità dei lavoratori, ha dato il là al convegno organizzato dal Servizio Formazione professionale e Lavoro della Provincia di Arezzo, all’interno di Orientarezzo2006, “Il futuro è in movimento”, che ha di fatto chiuso la tre giorni della Fiera. Bouda ha paragonato le quattro regole della mobilità ai quattro vangeli sui quali è stato fondato il Nuovo testamento: «La mobilità non va temuta, ma accettata e sfruttata» ha continuato Pavel Bouda, utilizzando poi un paragone di grande fascino di fronte al continuo allargamento dell’Ue e alla circolazione di lavoratori dei paesi comunitari ed extracomunitari: «Prendete la Champions League, una sola squadra vincerà la coppa, ma tutte hanno grande tradizione e blasone. Solo le più forti, però, hanno reali chance di conquista e quali sono le più forti? Quelle che hanno stranieri in grado di dare un valore aggiunto alla squadra in termini di qualità di gioco e risultati. Tutto questo si traduce in vittorie, spettacolo, soddisfazione dei tifosi e aumento del potere economico del club. Basterebbe portare questo concetto nel mercato del lavoro europeo per capire che la mobilità e il confronto fra tradizioni e competenze diverse è un più e non un meno». Sulla stessa lunghezza d’onda Vincenzo Ceccarelli, presidente della Provincia di Arezzo, che ha aperto i lavori: «I dati relativi al territorio provinciale ci parlano di una scarsa propensione alla mobilità e di un forte desiderio di stanzialità delle giovani generazioni che si affacciano sul mercato formativo-professionale. Questo convegno ha quindi il pregio di fissare alcuni punti chiave attraverso i quali accettare le sfide della globalizzazione del mercato del lavoro e per accettarle dobbiamo accettare la mobilità in senso multidirezionale all’interno del territorio europeo». «La mobilità» ha sottolineato Vincenzo Ceccarelli «è un’occasione che i giovani devono cogliere per non trovarsi impreparati di fronte a un futuro nel quale alcun sistema produttivo potrà permettere e promettere il posto di lavoro sotto casa». Gianfranco Simoncini, assessore all’Istruzione e alla Formazione e Lavoro della Regione Toscana, ha voluto, inoltre, mettere in evidenza le buone pratiche della Regione Toscana nelle politiche formativo-professionali improntate alla mobilità. «Una mobilità che» ha voluto ricordare Simoncini «fa parte del nostro bagaglio genetico-culturale di toscani». Il convegno è stato coordinato dall’assessore alla Formazione professionale e Lavoro della Provincia di Arezzo, Alessandra Dori, e ha visto la partecipazione delle agenzie formative e degli studenti delle scuole superiori.

“LE PROVINCE E IL LAVORO”
Autore: Francesco Caremani - Categorie: Formazione, Giovani, Lavoro - 02/04/2009
In un momento di difficoltà oggettiva e globale dell’economia e di forte discussione intorno al ruolo e allo scopo delle Province, l’Assessorato al Lavoro della Provincia di Arezzo ha voluto puntare i riflettori sul ruolo che l’Ente ha e potrà avere in futuro per quanto concerne le politiche per il lavoro. Politiche che da anni vedono le Province in prima fila grazie alle deleghe ministeriali ereditate e che oggi si configurano nella presenza fisica dei Centri per l’Impiego, veri e propri luoghi d’incontro della domanda e dell’offerta di lavoro, e non solo. Di tutto questo e di altro si è parlato e discusso al convegno organizzato dall’Assessorato al Lavoro della Provincia di Arezzo “Le province e il lavoro”, svoltosi all’Hotel Minerva. Aperti i lavori dal Presidente Vincenzo Ceccarelli ha preso la parola Paolo Rebaudengo, assessore alla Formazione e Lavoro della Provincia di Bologna, parlando dei servizi per l’impiego. Poi è stata la volta del prof. Pierantonio Varesi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, che si è soffermato sul progressivo consolidamento del ruolo delle Province in materia di politiche del lavoro. «Esistono modelli e realtà di riferimento per il dibattito sul federalismo» ha detto Vincenzo Ceccarelli, Presidente della Provincia di Arezzo, continuando «Il lavoro svolto dalle Amministrazioni Provinciali relativamente all’erogazione di servizi per il lavoro è un lampante esempio di come i servizi organizzati in prossimità riescano a fornire le risposte idonee e utili alle popolazioni, avvicinando i cittadini e assicurando efficienza ed efficacia». La seconda metà della mattinata è stata, invece, dedicata a una tavola rotonda dal titolo ineludibile: “Il presente e il futuro delle politiche del lavoro: quale ruolo per le province”. Tavola rotonda alla quale hanno partecipato l’On. Stefano Saglia, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, l’On Cesare Damiano e l’On. Donella Mattesini, entrambi membri dell’omonima Commissione, Massimiliano Smeriglio, assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Roma, e l’assessore provinciale Alessandra Dori che ha concluso il convegno dicendo: «Le Province hanno assicurato in questi ultimi anni una sostanziale risposta alle molteplici sollecitazioni, reinventando un ruolo, diventando protagoniste riconosciute e affidabili per l’erogazione di servizi a favore dei lavoratori. Il miglioramento rispetto al recente passato è evidente ma rimangono molte cose da fare. L’incontro odierno ha proprio il senso di voler riaprire un dibattito, partire dalla realtà delle cose; in un periodo in cui il “pubblico” sembra tornare quasi di attualità, è importante partire dalle cose che funzionano per investire e puntare sempre di più su un modello che tenga conto delle esigenze delle persone, centrato sul territorio e sulla sussidiarietà, che unisca ambiti ottimali di intervento e vicinanza ai lavoratori. In questo modo le amministrazioni provinciali giocano un ruolo chiave per contribuire alla soluzione di un clima sociale e di un ambiente economico estremamente difficili».

“LE STORIE SIAMO NOI”, ORIENTARSI CON LE NARRAZIONI
Autore: Francesco Caremani - Categorie: Formazione, Giovani, Lavoro - 09/03/2009
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza – nella comunità scientifica e presso gli operatori della scuola e di tutto il mondo dell’educazione e della formazione – di quanto sia importante per le persone il pensiero narrativo. Attraverso la lettura e la scrittura, il dialogo e l’ascolto, è possibile migliorare la capacità di organizzare il pensiero e le azioni, ed è possibile dare una struttura alla confusa realtà in cui viviamo. La televisione è diventata la più potente agenzia narrativa che sia mai esistita. Talk show, reality, fiction e telegiornali parlano il linguaggio della narrazione: raccontano storie, impongono personaggi, costruiscono miti attraverso i quali è possibile orientare i pensieri, i gusti, i valori delle persone. É diventato, quindi, quanto mai importante per ogni persona saper utilizzare consapevolmente le narrazioni per sviluppare le proprie competenze e aumentare così la capacità di esercitare un controllo sulla propria vita. Attraverso le narrazioni – è questa l’idea fondamentale della metodologia dell’orientamento narrativo – è possibile aumentare il potere delle persone. Su queste basi i prossimi 13 e 14 marzo prossimi le associazioni Pratika, L’Altra Città, SSA e CNA presentano a Grosseto, presso l’Istituto professionale “L. Einaudi”, e ad Arezzo, presso la Borsa Merci, con il fattivo sostegno della Provincia, la IIa edizione del convegno “Le storie siamo noi”, l’appuntamento biennale che ripercorre e illustra le radici storiche e teoriche dell’orientamento narrativo. Gli organizzatori sono convinti che le persone abbiano diritto all’orientamento. I cittadini hanno il diritto di ricevere un’educazione, un’istruzione e una formazione che li mettano in grado di costruire la propria vita in maniera autonoma. Accogliendo le sollecitazioni provenienti da numerosi campi disciplinari — pedagogia narrativa, teoria letteraria, psicologia culturale, sociologia della vita quotidiana, antropologia, — la metodologia dell’orientamento narrativo ha sviluppato strumenti in grado di lavorare sulle competenze orientative delle persone: saper scegliere, saper progettare, saper fronteggiare le difficoltà, saper dare un significato e un ordine. «Da tempo sosteniamo l’orientamento quale elemento centrale nella ricerca del lavoro» ha detto l’assessore Dori, sottolineando: «L’orientamento è diventato per noi un’esigenza imprescindibile. Parallelamente l’orientamento culturale è diventato fondamentale nella vita di ognuno di noi. Un elemento questo che va sostenuto con buone prassi quali l’aggiornamento continuo e l’utilizzo di supporti e strumenti al passo coi tempi. Per tutti questi motivi e non solo do appuntamento alle scuole, alle famiglie e ai dipendenti dei centri per l’Impiego alla Borsa Merci sabato 14 marzo. Quello sarà un momento importante per confrontarsi con l’esperienza dell’orientamento e sapere che, così com’è strutturato oggi, l’orientamento narrativo è nato ad Arezzo». Il convegno, che intende soddisfare le esigenze di studiosi e di operatori dell’educazione, dell’istruzione, della formazione e dell’orientamento, è articolato in lezioni magistrali, tenute da insigni studiosi, fra i quali Giuseppe Mantovani, Paolo Jedlowski, Andrea Smorti, Giuseppe O. Longo, selezioni di ricerche che si stanno effettuando sulla metodologia dell’orientamento narrativo con la presenza di ricercatori di università italiane e centri di ricerca pubblici e privati e infine una serie di cantieri narrativi, dei veri e propri laboratori dove formatori ed esperti di orientamento presentano gli strumenti operativi e le migliori pratiche centrati sull’approccio narrativo. Per i cantieri, la cui partecipazione è comunque gratuita, occorre la prenotazione. «L’orientamento narrativo è un metodo per aiutare le persone ad aumentare il controllo della propria vita e delle proprie scelte, a costruire attivamente la propria esistenza attraverso l’uso delle storie. Si tratta di un metodo che, attraverso le narrazioni, aiuta a sviluppare le competenze chiave e le skil life. Il metodo è nato ad Arezzo nel 1997 (grazie all’intelligenza e disponibilità di A. Di Paolo, di R. Zaccaria e dell’amministrazione provinciale) ed è ormai diffuso in tutta Italia e non solo (ci sono già stati richiesti seminari e conferenze all’estero e le prime traduzioni dei libri sull’orientamento narrativo). Questo metodo può essere una vera e propria occasione e una ricchezza per il nostro territorio. Dopo una serie di appuntamenti di ricerca, seminari e convegni, dal 2007 le amministrazioni provinciali di Arezzo e Grosseto hanno definito un appuntamento biennale, il 13 e 14 marzo vi sarà il secondo convegno biennale “Le storie siamo noi”. Il Convegno sarà strutturato in lezioni magistrali, presentazioni di ricerche, cantieri narrativi. Il convegno è completamente gratuito ma necessita di prenotazione. Già oltre 130 le prenotazioni da tutta Italia, al punto che sarà necessario un pullman da Grosseto ad Arezzo per il trasferimento dei convegnisti», ha ribadito e illustrato Federico Batini, direttore di Pratika, nonché ideatore dell’orientamento narrativo. “Le storie siamo noi” è realizzato grazie al sostegno della Provincia di Grosseto, Provincia di Arezzo, Ufficio Scolastico Provinciale di Grosseto, Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo e APT di Arezzo, con il patrocinio di Regione Toscana, Regione Puglia, Regione Veneto, Università degli Studi di Siena, Polo Universitario Grossetano, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Foggia, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. La collaborazione di Associazione degli Italianisti – Didattica, Associazione Nausika, Scuola di Narrazioni “Arturo Bandini”, Scuola di Competenza Sociale, Associazione Insegnanti Solidarietà Educativa e associazione Cofir. La partecipazione al convegno è gratuita ma necessita di prenotazione. Per ulteriori informazioni sul convegno e per contatti: Associazione Pratika, 0575.380468, info@pratika.net, www.pratika.net.

“METTERE IN CIRCOLO”, LA PROVINCIA DI AREZZO
FINANZIA IL PROGETTO DI PRATIKA
Autore: Francesco Caremani - Categorie: Formazione, Giovani, Lavoro - 22/02/2008
L’agenzia formativa Pratika si è aggiudicata il bando di 180.000 euro messo in palio dalla Provincia di Arezzo a fine 2007 per la realizzazione di 60 circoli di studio nel territorio provinciale, 12 per ogni area sociosanitaria, ovvero quella aretina più le quattro vallate. I circoli di studio sono una modalità molto interessante per incentivare la cittadinanza attiva. Si tratta di piccoli gruppi di persone, dodici persone maggiorenni per ogni circolo, che si riuniscono sulla base del comune interesse per un argomento. ?Il circolo, solitamente articolato al massimo in una decina d’incontri, è teso dunque a favorire il confronto e la discussione sull’argomento medesimo. Il gruppo è seguito, in tutti gli incontri, da un tutor e può servirsi di un esperto sull’argomento in questione sino a un massimo di 15 ore, sulle 30 totali che costituiscono l’attività complessiva. Come risulterà chiaro da queste poche righe un circolo di studio ha l’intenzione di creare legami, reti di relazione, modalità innovative di apprendimento reciproco in modo che i partecipanti divengano risorsa l’uno per l’altro.? Il tutor oltre a garantire il corretto funzionamento del circolo dal punto di vista burocratico e amministrativo avrà il ruolo di facilitare la partecipazione attiva di tutti al circolo medesimo.? L’esperto ha la funzione invece di chiarire i dubbi, creare interesse, spiegare i punti principali ed introdurre all’argomento trattato. Cinque le aree d’interesse: nuove tecnologie; ambientale-energetica-ecologica; culturale e della memoria individuale; opportunità per tutti; cittadinanza partecipativa e democratica e della comunità locale. Al momento, per esempio, sono già attivi ad Arezzo due circoli di studio, uno sui simboli medievali del territorio, l’altro è invece rappresentato da un gruppo di genitori di figli disabili che s’interrogano sul futuro degli stessi quando loro non ci saranno più. Oltremodo positive le risposte anche in Casentino e Val di Chiana. «Le importanti risorse messe a bando» ha detto Alessandra Dori, assessore provinciale alla Formazione professionale e Lavoro, «rispondono a precise richieste ed esigenze dei cittadini che nel nostro territorio sono da sempre particolarmente interessati ai circoli di studio, ma al tempo stesso in difficoltà organizzativa nel metterli in pratica. L’agenzia formativa Pratika con questo progetto risolve tutti i problemi burocratici, il reperimento del tutor come dell’esperto, e concede con maggiore fruibilità la chance di poter prendere parte a un circolo di studio che uno solo o più cittadini, rispetto alle aree indicate, desiderano creare». «Quello che vorrei sottolineare» ha aggiunto Federico Batini, direttore di Pratika «è che i circoli di studio possono essere attivati anche grazie all’iniziativa di un singolo individuo, mentre prima era obbligatorio un gruppo di persone. Si creano così, insieme con gli altri, nuove reti sociali, un tessuto di relazioni umane legate al territorio di provenienza, con disomogeneità rispetto al titolo di studio e al background personale dei vari componenti, da non sottovalutare oggi che la partecipazione è al centro di molte agende». Approfondimento di argomenti liberamente scelti più che formazione. A questo proposito l’associazione Pratika ha messo in piedi un progetto di grande portata e innovativo, visto che i finanziamenti europei nei prossimi anni saranno più stringenti sull’occupabilità che non sul life long learning, con la speranza, proprio in previsione futura, di coinvolgere maggiormente i comuni nel finanziamento di questi progetti. Sensibilizzazione che Pratika ha già iniziato sul territorio, parallelamente a quella nei confronti dei singoli individui per piazze e bar della nostra provincia, per… metterli in circolo”. Per iscriversi ai circoli di studio e/o per chiedere informazioni: Associazione Pratika, piazza Risorgimento 8, Arezzo; tel. 0575-380468, fax 0575-355966, mail: info@pratika.net, www.pratika.net.

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